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23
Ott

La CGIL e la FLC di Benevento prendono posizione sul mancato intervento della ministra Fedeli al convegno su "Diritti uguali per disuguali"

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LA MINISTRA VA VIA ANTICIPATAMENTE

SENZA SPIEGAZIONI

DAL CONVEGNO DELLA FLC CGIL DI BENEVENTO

La CGIL e la FLC di Benevento sono fortemente amareggiate per le polemiche sviluppatesi intorno al Convegno sulla formazione nel Sannio organizzato dalla Federazione Lavoratori della Conoscenza (FLC CGIL) di Benevento, dal significativo titolo “Diritti uguali fra diseguali”. Polemiche che ci costringono a questa presa di posizione ufficiale.

Avevamo invitato i responsabili della formazione nazionale, regionale e locali a ragionare su un tema essenziale per il successo formativo, in particolare dei più deboli, quello delle risorse e delle regole che, appunto, non possono essere uguali dappertutto, non considerando le differenze di partenza, particolarmente significative nelle aree interne e più arretrate, come il Sannio.

Hanno risposto positivamente all’invito e sono intervenuti, moderati da Enzo Colarusso, giornalista di LabTV, Filippo De Rossi, rettore Unisannio, Lucia Fortini, assessora istruzione regione Campania, Claudio Ricci, presidente provincia Benevento, oltre allo studente universitario Felice Tavino.

La traccia di ragionamento era stata dettata, ovviamente, dal sindacato organizzatore, con gli interventi iniziali di Rosita Galdiero, segretaria generale CGIL BN, Enrico Macrì, segretario generale FLC BN e Annamaria Santoro, segretaria nazionale FLC.

Le questioni affrontante, così come gli interventi, sono stati apprezzati dal folto uditorio.

È mancato, purtroppo, l’intervento della Ministra, quello più atteso, quello che più di tutti poteva, verosimilmente, dare risposte.

La CGIL e la FLC di Benevento, nel ribadire la soddisfazione per la riuscita del Convegno, per la partecipazione (300 persone tra docenti, dirigenti ed ATA della scuola, personale e dirigenti dell’Amministrazione scolastica, autorità civili) e per i contenuti esposti ed affrontati, esprimono la propria incredulità per l’abbandono del Convegno da parte della Ministra Fedeli, che considerano gravissimo e irrispettoso nei confronti di tutti gli intervenuti, oltre che degli organizzatori.

Dopo giorni non ancora sono chiari i motivi dell’anticipata andata via.

Contrariamente a quanto si va dicendo non vi sono stati atteggiamenti ostili, né dal convegno, né dagli studenti.

I fatti sono molto semplici: alla ministra abbiamo chiesto se riteneva opportuno avere un colloquio con gli studenti, ha accettato, è uscita dalla sala e ha atteso, seduta sui gradini dell’entrata, che arrivasse una ridotta delegazione degli studenti che protestavano per le vie della città.

Al termine del confronto con gli studenti (avvenuto in modo civile anche se con ragioni contrapposte) che ha riguardato esclusivamente l’attuazione dell’alternanza scuola-lavoro (tema assolutamente marginale rispetto ai contenuti del Convegno), la ministra è rientrata in sala, dove era attesa dai relatori e dall’uditorio (che sembrava avere apprezzato lo slancio democratico di incontrarsi con gli studenti) e, invece di recarsi al tavolo della presidenza, ha imboccato l’uscita laterale ed è andata via, senza motivarlo né salutando, lasciando tutti esterrefatti.

Questi i fatti. Più complesso è individuare le motivazioni.

Certamente il colloquio con gli studenti non poteva essere stato di ostacolo alla ripresa del Convegno al completo, perché c’era abbondante tempo e perché – diversamente da come si sostiene – non vi era più nessuno assiepato davanti l’ingresso.

Non vi era alcun problema di sicurezza e la ministra era stata accolta civilmente. Ha trovato istituzioni e cittadini ad attenderla! Una città, una provincia.

La ministra ci ha accusato di non aver saputo organizzare l’iniziativa. A cosa si riferisce? Eventualmente, ciò giustificherebbe la “fuga”?

Noi abbiamo organizzato il Convegno ritenendo di incalzare i soggetti istituzionali responsabili della formazione sul grande tema delle disuguaglianze. Certo, partendo dalla nostra visione e dalle nostre critiche all’operato di più governi, che possono non piacere, ma che non potevamo occultare e che un ministro non può non aspettarsi dal sindacato, in particolare dalla CGIL.

Tutto l’altro che è stato scritto è costruzione fantasiosa di chi ha interesse a denigrare la CGIL.

E la giustificazione della “frittata” fatta spesso rischia di aggravare la situazione, come la lettera pubblicata su “il mattino” di Napoli di oggi, dove un portavoce della ministra si arrampica sugli specchi e prova a giustificare la fuga farneticando di incoerenze della segretaria generale della CGIL di Benevento, parlando di tanti sosia che questa avrebbe. Attenzione a questa simbologia, perché può valere anche per chi prova a giustificare, con svariate versioni, quella che in tanti hanno considerato una vera figuraccia.

È senza retorica che ci auguriamo che l’interlocuzione saltata possa in qualche modo essere recuperata, magari in occasione del ritorno della Ministra a Benevento, quando si recherà nelle scuole superiori – così come si è impegnata - per spiegare agli studenti e ai docenti come si organizza l’alternanza scuola-lavoro.

 

Benevento, 23 ottobre 2017

La Segreteria

CGIL Benevento

La Segreteria

FLC CGIL Benevento